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Disperazione PDF Stampa E-mail
mercoled 20 febbraio 2008
Lettera scritta a "Il Messagero" il 19 febbraio 2008

Sono disperata, Signori, disperata. Non uso a sproposito questo termine perchè, in breve, avendo raggiunto i 48 anni di età, avendo perso il lavoro dal Novembre 2003, essendo completamente sola, mi accompagna solo la forza della disperazione. Non sono stata la persona indolente che è stata con le braccia conserte a piangersi addosso. Ho bussato a centinaia e centinaia di porte. Non è possibile che in Italia le opportunità di lavoro siano rivolte solo a coloro che non superino i 30 anni o che siano raccomandati o che abbiano conseguito master, stages e non so cos'altro ancora. Quando avevo 25 anni mi chiedevano l'esperienza professionale altrimenti non c'erano possibilità di assunzione e la "dote" che io presentavo non era sufficiente. A 48 anni dopo aver raggiunto praticamente il massimo livello della carriera impiegatizia mi dicono "per sopraggiunti limiti di età...". Vivo sola, non mi sono mai sposata, non ho un compagno e non ho figli. Nemmeno uno straccio di parente, amico, conoscente che mi soccorra. Devo coltivare sempre più il pensiero del suicidio? Non rivolgo questa domada per pietà o vittimismo, credetemi. Ma è questa l'unica soluzione per porre fine ad angosce, ansie, pianti, in una parola: assoluta disperazione?
Ma vivo in una società, ovvero in un contesto formato da soci quindi da persone, o vivo isolata su di un eremo? La mia è una denuncia, sì la denuncia verso quegli esseri umani (che di umano poi non hanno quasi nulla) che dovrebbero vergognarsi di versare menefreghismo, indifferenza verso il prossimo e si crogiolano nel loro puro egoismo. La mia è, inoltre, una invocazione di aiuto, dichiarato questo spudoratamente e senza timore di esser giudicata, per una presa di considerazione di una voce che grida in mezzo ad altre migliaia. Non mi è certo bastato questo sfogo così accorato, ma il rendere pubblica la mia situazione rimaneva per me non solo un'esigenza ma anche e, soprattutto, un dovere. Grazie.

Giusi

Cara Giusi,

è quasi inutile comunicarti la nostra piena solidarietà, purtroppo, come puoi ben vedere da questo sito, nel tuo dramma non sei sola. Vorremmo poterti dire che sei un caso unico, e che hai certamente speranze per risolvere al più presto il tuo problema, ma la situazione in Italia non è, per noi, così felice.

Considera però che unendo le nostre voci forse possiamo avere tutti quanti più possibilità. Il tuo "urlo" è il nostro, e comunicando alla gente quest'assurda situazione ci ricorderemo anche di te.

Fatti forza, e sappi che qui puoi almeno trovare tanti amici! 

La redazione di Oltre i 40 

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