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mercoled 30 aprile 2008 |
da Il Gazzettino martedì 23 aprile - Venezia
La Regione scrive al ministro: «Troppi assegni agli stranieri»
(g.t.) La giunta regionale de l Veneto è preoccupata per il dilagare di richieste di assegni sociali da parte di immigrati che stanno mettendo in seria difficoltà le casse de ll'Inps. «Ho ricevuto parecchie segnalazioni al riguardo da diversi Comuni - ammette l'assessore ai flussi migratori Oscar De Bona - e ho scritto al ministro competente. Ora mi riservo si scrivere anche al prossimo non appena sarà varato il Governo».
Non esistono cifre precise del fenomeno ma pare che costerà,
quest'anno, alle casse dell'istituto di previdenza qualcosa come 10
milioni di euro per risponde re a quasi 1.500 richieste. In pratica,
gli immigrati che hanno compiuto i 65 anni e non hanno redditi oppure
sono sotto la soglia dei 5mila euro annui hanno diritto a quella che
una volta si chiamava "pensione sociale". Quando l'hanno scoperto gli
extracomunitari regolari, con tanto di permesso di soggiorno e
residenza, non hanno fatto altro che presentare domanda di
ricongiungimento familiare e far arrivare in Italia i genitori o i
parenti anziani.
Gli albanesi sono maestri in materia. A quel punto si manda il
familiare ultra65enne all'Inps per autocertificare l'assenza di reddito
o, al limite, dichiarare la pensione minima nello Stato di provenienza
e il gioco è fatto: l'Inps eroga 395,6 euro al mese di assegno sociale
più 154,9 euro di importo aggiuntivo (cifre appena aumentate dalla
legge finanziaria 2008): in totale 550,5 euro per 13 mensilità quindi
7.156 euro l'anno (tutti esentasse). E se il nonno in Italia non si
trova bene, può tranquillamente tornare in patria, tanto l'assegno
continua a decorrere.
Tutto deriva dalla legge 388 del 2000 (inserita nella finanziaria 2001
dell'allora governo Amato) che ha riconosciuto l'assegno sociale agli
stranieri e ora lo Stato si ritrova a fare i conti con un aumento di
domande che vengono praticamente sempre accolte dall'Inps visto che la
legge non prevede nè un minimo di versamenti nè un certo tempo di
residenza in Italia. E la beffa è che il 20 per cento dei pensionati
del Nordest percepisce pensioni inferiori a 500 euro al mese, meno
dell'assegno agli anziani stranieri, dopo aver versato contributi e
pagato tasse per una vita.
N.B. L'articolo originale è raggiungibile a questo indirizzo !
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