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Quando la vita diventa peggio della galera! |
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marted 10 giugno 2008 |
 Da L'Espresso Local - La Repubblica Roma - Laura Mari: Disoccupato si dà fuoco in piazza Navona -
L´uomo, un pregiudicato napoletano, non aveva superato un concorso.
In mano un accendino, sotto il braccio la tanica di benzina. Poi la drammatica sequenza di un gesto disperato, provocato dalle delusione per non essere rientrato nella graduatoria dell´ufficio di collocamento. Il resto è durato pochi attimi: il liquido infiammabile che scorre sui vestiti, la scintilla, le urla e una torcia umana che si lancia nella fontana del Bernini per spegnere le fiamme. Un tentato suicidio a piazza Navona, nel cuore del centro storico, che per fortuna si è concluso solo con qualche ustione di primo e secondo grado. Protagonista dell´episodio Gennaro Verdicchio, un napoletano di 46 anni, che ieri mattina si è cosparso di benzina e si è dato fuoco davanti allo stupore e all´incredulità di qualche mattiniero turista in visita a piazza Navona e a una decina di camerieri affaccendati nell´allestimento dei dehor di bar e ristoranti.
Il fatto è avvenuto verso le 7.30 del mattino, quando l´uomo, un
pregiudicato uscito dal carcere grazie all´indulto, ha deciso di
compiere il disperato gesto cospargendosi di benzina. Ma dopo essersi
dato fuoco, l´uomo ha cercato di spegnere le fiamme che lo avvolgevano
gettandosi nella fontana dei Quattro Fiumi, a pochi metri dal portone
dell´ambasciata del Brasile. Soccorso dal personale medico del 118,
l´uomo è stato trasportato al pronto soccorso dell´ospedale Santo
Spirito, dove i medici gli hanno riscontrato ustioni di primo e secondo
grado agli arti inferiori.
In base alle prime ricostruzioni fornite dagli inquirenti dei
carabinieri, alla
base del tentativo di suicidio ci sarebbe la delusione dell´uomo per
non essere rientrato nella graduatoria necessaria per ottenere un posto
di lavoro dall´ufficio di collocamento. L´uomo, che non è in pericolo di vita, è attualmente ricoverato nel reparto psichiatrico dell´ospedale Santo Spirito.
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