|
mercoled 16 luglio 2008 |
 Ieri a Milano e a Firenze abbiamo avuto due nuovi casi di tentato suicidio da parte di over 40 che dichiarano difficoltà perchè senza lavoro. Nel caso di Milano ( da Il Giorno) i titolari della ditta responsabile del licenziamento di un 47enne, quando contattati dalle forze dell'ordine, «non hanno nemmeno voluto recarsi sul posto a parlare con l'ex dipendente», che poi è «stato ricoverato nel reparto di Psichiatria dell'ospedale Niguarda» (ndr: come se il problema del lavoro si potesse risolvere con qualche tranquillante). A Firenze invece si è trattato di un altro 47enne che però viene trattato dal giornalista più come tossicodipendente che come disperato ( da La Nazione). Questo nonostante le richieste del soggetto siano state per una casa e per un lavoro stabile (genericamente indicato come un drogato che chiede "soldi"). Come se fosse logico che un soggetto che è già arrivato a drogarsi per evadere dalla realtà, avesse necessità poi di togliersi la vita... Non può essere che perfino la droga non sia sufficente a sopportare una situazione di totale emarginazione? Perchè, invece di generalizzare e trattare questi casi come "malati di mente", non si cerca di capire le condizioni che portano a questi estremi?
|