Da quando questo sito è on line abbiamo riportato le notizie (reperibili sul web) relative a over 40 che, vittime della discriminazione per età ed in preda alla disperazione a causa dell'impossibilità di ritrovare un onesto lavoro, hanno deciso di tentare il gesto estremo di togliersi la vita. E' significativo che in 9 mesi ci siano stati 18 tentativi di suicidio e 6 di questi abbiano visto la morte degli "over disgraziati". Di fatto ogni 16 giorni c'è un disperato che tenta il suicidio e ogni 3 tentativi 1 purtroppo riesce. Quando si fermerà questa carneficina? Ricorda: chiunque ignori questa realtà è corresponsabile di questa tragedia!
(Teleborsa )
- Roma, 4 giu -
Telecom Italia prosegue il percorso di efficienza e riorganizzazione annunciato il 7 marzo 2008 in
occasione della presentazione alla comunità finanziaria delle linee guida strategiche e degli obiettivi per
l'esercizio in corso e per il triennio 2008-2010. È stato varato oggi un piano di efficienze che prevede la riduzione del personale in Italia di circa
cinquemila unità entro il 2010 e una conseguente riduzione dei costi a regime per circa 300 milioni di
euro all'anno. Tale piano comporterà oneri di ristrutturazione aggiuntivi per circa 250 milioni di euro,
rispetto ai 100 già previsti nel Piano 2008, che si prevede impatteranno principalmente i risultati
dell'anno corrente e i relativi target comunicati il 7 Marzo. Tali oneri saranno comunque più che
compensati da risparmi di costi già nel corso dei prossimi 2 anni. A partire da oggi viene inoltre costituita la Direzione Domestic Market Operations con il compito di
integrare la gestione e il controllo delle attuali strutture Fisso, Mobile e Top Clients. La nuova Direzione
è affidata ad Oscar Cicchetti e riporta direttamente all'Amministratore Delegato. (n.d.r: speriamo non sia solo l'ennesimo incremento al numero degli over "disgraziati" che non trovano più lavoro... speriamo che il nuovo direttore Cicchetti sia più sensibile verso il dramma dei suoi coetanei disoccupati)
Da il sito di La7 il sunto di un servizio di PortaMonete Scritto da CLAUDIO PAVONI «In cinque regioni italiane è allarme occupazione: dal Friuli Venezia Giulia alle marche è infatti diventata un’impresa improba trovare un idraulico o un falegname. Ma anche un addetto alla robotica o un meccanico. L’artigianato offre il posto fisso, ma i giovani gli voltano le spalle. Perché? La risposta non può che essere una: oggi i giovani ritengono che nella scala sociale il loro ruolo abbia più valore da disoccupati di scienza delle comunicazioni piuttosto che da piccoli imprenditori del settore idraulico. Chi analizza i comportamenti della società conferma questa interpretazioni denunciando un sommersa discriminazione nei confronti di quei lavori che una volta venivano definiti umili. Discriminazione negata a parola, dicono, ma reale nei fatti.» Dagli interventi fatti dagli utenti del blog della trasmissine vale la pena di segnalare questo (segue):
Ecco la puntata di Altre Voci andata in onda stamani su RaiNews24: Disoccupazione forzata. Il dramma degli over 40.
In studio Rai da Roma Luce Tommasi,
in studio Rai da Milano Giuseppe Zaffarano (presidente dell'associazione Lavoro Over 40).
Il servizio filmato è a cura di Josephine Alessio.
Un sentito GRAZIE a tutti loro!
Da una notizia su La Stampa di Torino si apprende dell'ennesimo tentativo di suicidio da parte di chi, perso il lavoro a causa del fallimento dell'azienda nella quale lavorava, non riesce più a vedere riconosciuta la propria professionalità per la solita "moda" dell'imprenditoria italiana, che pretende di voler assumere soltanto i "giovani" che fanno pagare meno tasse, o extra comunitari che hanno certamente minori pretese. In questa notizia il fatto più allarmante è però l'età del disoccupato: di soli 30 anni. L'articolo che riporta la notizia termina poi con la seguente frase: «Dopo essere stato tenuto in osservazione all'ospedale di Chivasso (Torino), l'uomo è stato dimesso nel tardo pomeriggio di oggi.». E così la società ha fatto il suo servizio di immediato soccorso, ma se poi quella persona "salvata dalla compagnia dei Carabinieri di Chivasso" dovesse ritentare il disperato gesto, la società ha comunque il cuore in pace (si vede che era malato, poverino, ti dicono). E' come se un medico invece di curare le cause di una malattia si limitasse a lenirne i sintomi. Pensare che oggi la durata media della vita (dicono) sia di 75 anni contro i 45 del passato. Ma allora forse era meglio quando si moriva prima, così non si era di peso alla società?
Altra cosa che fa meditare è il continuo richiamo al fenomeno della precarietà: Com'è possibile parlare di precarietà quando si pretende che chi si è già fatto la "gavetta", maturando una discreta esperienza in un mestiere, poi si sente dire che se vuol lavorare deve continuamente essere "riqualificato" (cambiando sempre mesitere)? Possibile che l'esperienza non valga proprio più nulla? Possibile che per la maggior parte dei lavori risulti comunque più conveniente insegnare ad un nuovo soggetto, piuttosto che affidarsi ad una persona già preparata? Com'è possibile che il calo di rendimento e gli inevitabili errori di un apprendista non pesino poi sulla qualità dei prodotti e sul prestigio dell'azienda? Ma allora non è forse che oggi gli imprenditori per i giovani stiano pagando troppe poche tasse? Non è forse che in fondo la precarietà serva solo all'imprenditore per non dover più rispondere del rischio d'impresa (lasciato tutto sulle spalle del lavoratore)?
E poi ci lamentiamo perché in Italia le cose vanno male???
Nonostante io abbia richiesto da tempo la cancellazione dagli elenchi dell'assoziazione ATDAL (a seguire capirete il perchè), mi continuano ad arrivare le loro email (alla faccia del diritto sulla privacy!). L'ultima che ho ricevuto è proprio di stamattina, e riporta il seguente contenuto: «Gentile luca.mori, le rinnovo l'invito a partecipare all’Assemblea Nazionale ATDAL Over 40 del Centro Sud che si terrà a Roma mercoledì 28 maggio 2008 con inizio alle ore 17.30, presso la Parrocchia "Gesù Divino Maestro", in Via Vittorio Montiglio 18 . La informo che nella pagina riservata ai Soci sono pubblicate delle offerte di lavoro. Saluti e speriamo di incontrarla domani. www.blog-over40.it». Cosa ho trovato di strano in questo messaggio? Semplice: l'associazione ATDAL, che si proclama a difesa degli over 40 che non trovano lavoro, richiede che chi si ritrova in stato di necessità versi una quota di iscrizione per avere il loro aiuto... Infatti, se si va alla pagina del loro sito, ci si ritrova un bel cartello di divieto d'accesso (l'immagina riportata qui a destra). Come se non bastasse, l'invito tanto insistente non tiene conto del fatto che il sottoscritto (come presumo possa accadere per tantissimi loro possibili "soci") non risiede a Roma, e che quindi il partecipare alle loro assemblee può risutlare oltre modo oneroso... Ecco perchè in passato ho preferito richiedere di essere cancellato dai loro elenchi, ed ecco perchè con ATDAL non sono proprio riuscito a trovare alcun tipo d'accordo.
In tutta questa faccenda però mi resta un gande dilemma: sto sbagliando io a dare tutti i servizi che mi è possibile GRATUITAMENTE, o sono loro nel giusto? Ai posteri l'ardua sentenza!
Grazie alla collaborazione tra "Oltre i 40" e l'associazione onlus
"Lavoro Over 40", il giorno 30 maggio alle 9:30, su RaiNews24 si
parlerà delle problematiche degli Over 40 che hanno difficoltà al
reinserimeto nel mondo del lavro. Una paricolare attenzione sarà data
alla problematica della discriminazione.
Il canale RAI di RaiNews24 è visibile in Italia dalle 3:00 alle 8:00 su RaiTre, e ogni giorno 24 ore su 24 in digitale terrestre (DVB-T, Mux Rai B) e, sempre gratuitamente, via satellite la canale 506 del bouquet SKY o tramite ricezione satellitare normale (in Italia e in tutta Europa su DVB-S – Hotbird). Per quel che riguarda Rai3, dopo le 9:00 i programmi vengono trasmessi solo su satellite, digitale terrestre e in diretta su internet (www.rainews24.it), dove può essere visto sia in diretta che successivamente quando sarà disponibile la versione registrata (vi comunicheremo il link).
Il problema che vive chi è rifiutato dal mondo del lavoro, solo perché troppo "vecchio", è certamente una cosa intima, da non far sapere troppo in giro. Un qualcosa che si vorrebbe tenere dentro, qualcosa che da vergogna. Così non se ne parla o se ne parla poco, sia con i parenti che con gli amici. Proprio su quest'aspetto un'esternazione di un amico (molto attivo per la nostra causa), mi ha particolarmente colpito, e credo possa rendere bene il comune senso di disagio e di disperazione: «Il dolore. Non so le esperienze degli altri, ma quando ho cercato lavoro ho provato veramente dolore e un senso di drammatica impotenza. Quando ho passato le agenzie interinali della mia città (opera fatta in tre giorni) è capitato che uscendo da una di queste mi mancava il fiato e respiravo a bocca aperta. Un'altra volta mi sono seduto su un muretto/marciapiede e non dico quali erano i miei pensieri. Penso che succeda qualcosa del genere ai carcerati che escono dalla prigione, e quando cercano lavoro nessuno li vuole. Tutto questo dolore l'ho riprovato leggendo le lettere che mi sono arrivate...»
Beh, io sono convinto che questa disperazione dobbiamo imparare ad esternarla, dobbiamo urlare il nostro dolore, e se riusciamo a farlo insieme non corriamo il rischio di passare per matti (come troppo spesso accade a chi "urla" per l'ultima volta, in solitudine, il proprio dolore). Dobbiamo imparare a trasmettere che la nostra necessità non può aspettare. E' necessario che la gente sappia dell'urgenza di intervenire, per dare speranza a chi si sente abbandonato a se stesso. A chi si sente fallito/a perché non può più dare quella sicurezza alla quale aveva abituato la sua famiglia. Insieme dobbiamo urlare che non servono i corsi, le riqualificazioni se poi alla fine ti escludono perché sei diventato troppo "vecchio". Insieme dobbiamo chiedere un aiuto concreto, così che ci si possa trovare, contare e magari alla fine lavorare, insieme. Così da fondare attività dove la nostra età non è un vincolo ma un pregio. Dove i nostri coetanei possono rivolgersi sapendo di essere valutati per quello che sanno fare, e non per quanti anni ti mancano per andare in pensione!. Ed è così che sapere che non si è soli, può aiutare! E non si tratta solo di semplice consolazione, ma di una concreta possibilità di rivedere un futuro che si apre di nuovo all'orizzonte!
L.Mori
Dal sito MacCityNet - Apple apre una ricerca personale tutta dedicata al mercato italiano e va a caccia di qualcuno che sia in grado di adattare i contenuti scritti in inglese e creare slogan incisivi per il nostro mercato. Previsti anche filmati e tutorial nella nostra lingua. Parte la sfida per parlare allo spirito dell'utente medio italiano. (...continua )
ANSA - PALERMO, 14 MAG - L'operaio Salvatore Palumbo,
licenziato dalla Fincantieri di Palermo, e' salito per
protesta sulla stele che ricorda la strage di Capaci. L'uomo
minaccia di buttarsi.'Voglio il mio lavoro - dice l'ex
operaio - perche' mi e' stato tolto ingiustamente; ho tre
bambini da mantenere e non so piu' cosa fare'. L'uomo
aggiunge di avere con se' della benzina e accusa l'azienda di
averlo licenziato ''per avere ripetutamente denunciato
condizioni di insicurezza sul posto di lavoro''.
Tar Lazio, Roma, sez. I quater, 7 aprile 2008, n. 2877 - “mobbing: nozione” - E’
possibile parlare di mobbing, solo se il lavoratore subisca una serie
prolungata di atti e/o comportamenti, posti in essere con sistematico
intento persecutorio al fine di emarginare la vittima e porla, così, in
stato di debolezza. [qui il testo integrale del pronunciamento]
La relazione redatta dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali - Ufficio Centrale OFPL - sul Programma di Iniziativa comunitaria Equal II fase (liberamente consultabile da questo indirizzo), in tutte le sue 237 pagine, non riporta in alcun modo il fatto inconfutabile della discriminazione per età dei disoccupati in età matura esistente in Italia, ridimensionando il grave problema sociale nella totale responsabilità degli over 40, che sono in pratica descritti come: analfabeti, incapaci di auto aggiornarsi e senza la volontà di cercarsi un nuovo impiego (insomma: siamo tutti una massa di fannulloni che cercano la pensione anticipata a danno della società).E della palese, diffusa abitudine da parte delle aziende e della pubblica amministrazione di applicare filtri sull'età (nonostante siano vietati dalle leggi italiane ed europee) non c'è alcun cenno!
La cosa che più fa arrabbiare è l'elenco presente alla fine della relazione riguardante i fondi utilizzati dall'Italia che, per la parte che doveva interessarci, riporta: per l'occupabilità, ovvero il "facilitare l'accesso e il rientro nel mercato del lavoro per coloro che hanno difficoltà ad integrarsi o ad essere integrati nel mercato del lavoro che deve essere aperto a tutti", e "lottare contro il razzismo e la xenofobia in relazione al mercato del lavoro", sarebbero stati stanziati ben 240.818.884,80 Euro sul totale di 802.729.616,00 Euro (poi diventati 880 milioni).
Considerato che ormai la fase in questione del progetto Equal si è conclusa e tutti quesi soldi sono stati già spessi, a questo punto ci dobbiamo chiedere: cosa aspettano gli over 40 per reagire? Non basta che ci abbiano puntato una rivoltella alla testa? Vogliamo anche che ci derubino come fanno gli sciacalli?
Detto questo, la proposta di questo sito è di raccogliere il massimo numero di firme per preparare una petizione da sottoporre alla Commissione Europea (e alla Corte di Giustizia Europea), al fine di richiedere la restituzione dei fondi che sono stati utilizzati contro i nostri diritti!
Così, con quei fondi, ci sarà possibile aiutare subito chi, penalizzato dalla discriminazione, non è più in grado di sopravvivere, e soprattutto potremo finalmente combattere ad armi pari chi ci discrimina impunemente da troppo tempo (i veri responsabili di quest'assurda ed iniqua situazione).