Da quando questo sito è on line abbiamo riportato le notizie (reperibili sul web) relative a over 40 che, vittime della discriminazione per età ed in preda alla disperazione a causa dell'impossibilità di ritrovare un onesto lavoro, hanno deciso di tentare il gesto estremo di togliersi la vita. E' significativo che in 9 mesi ci siano stati 18 tentativi di suicidio e 6 di questi abbiano visto la morte degli "over disgraziati". Di fatto ogni 16 giorni c'è un disperato che tenta il suicidio e ogni 3 tentativi 1 purtroppo riesce. Quando si fermerà questa carneficina? Ricorda: chiunque ignori questa realtà è corresponsabile di questa tragedia!
Abbiamo trovato in rete un intervento interessante sul sito Glamour Mag (a cura di Nicoletta Spolini), che crediamo possa essere molto utile per chi, già over 40 o prossimo ad arrivare alla soglia degli anta, ha ancora un lavoro:
Marina Verderajme di Actl dà cinque consigli tecnici (emersi da una ricerca del progetto europeo Equal).
Conoscere a fondo il mercato del lavoro«L’errore più grave degli over 40 è pensare che le nuove regole del
mercato non li riguardino. Chi ha un posto di lavoro si sente sicuro.
Sapere, invece, che cosa sta accadendo consente di essere più lucidi
nell’affrontare un eventuale licenziamento».
Avere coscienza delle proprie capacità
«Qual è l’ultima volta che abbiamo scritto il cv? Lo consideriamo lo
strumento per cercare lavoro. Invece, è il modo per avere memoria dei
progressi. Per prendere consapevolezza di come si sono sviluppate le
nostre competenze, di quali capacità abbiamo acquisito».
Capire dove va la nostra azienda«Non occuparsene deriva dal sentirsi troppo sicuri del posto che
abbiamo. Sono pochi i dipendenti che cercano di capire le scelte
strategiche dell’azienda. E di adeguare di conseguenza le loro
competenze».
Costruire un network di relazioni «Non
basta rispondere “Accept” all’invito di un social network sul web per
costruire una rete di relazioni. Nel lavoro conosciamo clienti,
fornitori... Ma non teniamo l’agenda dei contatti. Invece, potrebbero
essere utili per muoverci più efficacemente sul mercato del lavoro».
Continuare a puntare molto in alto «Magari
lo facevate nei primi anni. Non sedetevi proprio adesso. Il consiglio è
semplice: ponetevi standard elevati, non temete di confrontarvi con i
migliori professionisti del vostro campo».
Nel sito www.over45.org nella pagina delle notizie si legge: OVER 45 è un progetto Equal, finanziato dal Fondo Sociale Europeo,
dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e dalla Regione Friuli
Venezia Giulia – Direzione Regionale della Formazione Professionale. Il progetto Over 45 ha come obiettivi l’analisi della problematica,
l’individuazione di strategie volte a favorire l’inserimento di
un primo gruppo di disoccupati over 45 e l’avvio di politiche di reinserimento
socio-lavorativo per persone con più di 45 anni. Il seminario transnazionale mette a confronto approcci, politiche e strumenti
per favorire il rientro occupazionale dei disoccupati in età adulta. Questa notizia è però datata 29 aprile 2004... Cosa è accaduto dopo di allora? Quanti disoccupati over 45 hanno risolto i loro problemi? Quante aziende sono state coinvolte? Come mai nel sito non esiste un rapporto su come sono stati spesi i soldi ricevuti dal finanaziamento? Speriamo non sia stato solo uno dei tanti casi nei quali, per sfruttare i fondi che arrivano dall'Europa e dalle istituzioni (soldi degli italiani!), le amministrazioni pubbliche ed i partiti si "inventano" un bel progetto al solo scopo di prosciugare i soldi disponibili (distribuendoseli per spese di consulenza), senza poi curarsi veramente del motivo per cui i fondi sono stati erogati.
Giannaluisa ci manda il seguente messaggio tramite il nostro servizio di Assistenza on line: "Volevo segnalare un libro, che racconta una storia legata al temo del sito. Il titolo è "Volevo solo lavorare". Non ricordo con esattezza il nome dell'autore, mi sembra essere Furini."
Proprio ieri sera l'autore di questo libro ha partecipato alla trasmissione di Rai3 "Ballarò". Anche se Furini tocca solo marginalmente il problema che ci sta a cuore (il suo libro è più incentrato sul tema del mobbing), è certamente una lettura che a molte persone può essere utile.
Eccovi quindi una recensione reperita in rete:
Volevo solo lavorare - Un viaggio tra le file del mobbing
Sei precario? Sposati un ricco. A quanto pare è
l'unica soluzione che ogni "lavoratore moderno" dovrebbe intraprendere
per uscire da questa condizione. Nell'attesa che vengano offerte nuove
soluzioni e quindi concretizzata la famosa frase ad effetto "largo ai
giovani", dedichiamoci alla lettura del nuovo libro
di Luigi Furini: "Volevo solo Lavorare".
Sul sito del Sole 24ore (a questo indirizzo) si apprende che il pubblicizzato decreto legislativo di Prodi sulla sicurezza sul lavoro, che tanto ha "irritato" il mondo dell'imprenditoria che si è sentito "vittimizzato" dalle sanzioni che dovevano prevedere l'arresto da 6 mesi a 1 anno e mezzo, si è già trasformato a favore di chi ha in mano il potere economico (aumentando così la disparità di classe che dobbiamo sopportare).
In sostanza «Il decreto prevede la possibilità di tramutare l'arresto (stabilito nei casi di gravi inadempienze in aziende considerate fortemente a rischio) con il pagamento di una ammenda non inferiore a 8mila euro e non superiore a 24mila.»
E' quindi questo il valore della vita di un operaio?
8.000 Euro un operaio, 24.000 Euro per 3 o più lavoratori morti (ovvero lo sconto sulla quantità!).
Un utente ci ha inviato una semplice domanda: «Secondo la nostra Costituzione chi è senza lavoro e non riesce più a trovarlo perchè viene escluso dal mercato, non dovrebbe essere aiutato dallo Stato?»
Per rispondere siamo andati a rileggerci la Carta Costituzionale e riportiamo questi articoli per poterli commentare insieme:
L'Unione Europea considera la realtà della disoccupazione in età matura una nuova grave emergenza. Un terzo dei disoccupati in Europa appartiene alla categoria dei padri e delle madri di famiglia. L'età a rischio di espulsione dal ciclo produttivo è 40-45 anni. Alla luce delle stringenti implicazioni di ordine socio-economico che sono ad essa correlate (l'occupabilità, l'aggiornamento professionale e lavorativo, la fuoriuscita anticipata dal lavoro, la sostenibilità del più complessivo "sistema di welfare"), la "questione" dei lavoratori adulti è, quindi, entrata stabilmente nell'attualità politica dei diversi paesi europei dando vita ad una sorta di policy change che ha determinato, come impatto più evidente, l'elaborazione (in particolare dal lato delle istituzioni pubbliche) di numerosi programmi ed interventi a livello nazionale, regionale e locale.
La disoccupazione adulta ha connotati di rilievo anche in Italia, dove si stima che il fenomeno riguardi tra i 700.000 e il milione di cittadini ( n.d.r. dato riferito al giugno 2005 oggi sicuramente molto più importante).
Fiom: tragedia precarieta' Padre di due figli, non gli era stato rinnovato il contratto
(ANSA) - TORINO, 12 MAR - Un operaio della Thyssen si uccide
perche' non gli viene rinnovato il contratto a termine. Per
la Fiom e' la tragedia della precarieta'. L'uomo, 39 anni,
padre di due figli, prima di impiccarsi, avrebbe lasciato un
biglietto alla moglie: 'Ho perso il lavoro e con quello la
dignita'. Scusami'. Intanto dal gruppo Thyssenkrupp avanza
l'ipotesi che il contratto non sia stato rinnovato perche'
l'azienda starebbe assumendo i lavoratori dell'acciaieria di
Torino, chiusa dopo il rogo del 6 dicembre.
[NDR Oltre i 40]: Se il gruppo Thyssen non fosse stato coinvolto nel fatto, il TG2 in prima serata ne avrebbe comunque parlato? ... Noi siamo certi di NO!
da Il Secolo XIX 5 marzo 2008
(Imperia) Un disoccupato di 48 anni si è impiccato stamani sul lungomare di
Ospedaletti, all’ altezza di via XX settembre. L’uomo ha attaccato una
corda alla ringhiera è poi si è lasciato andare nel vuoto. A lanciare
l’allarme sono stati alcuni passanti. Sembra che l’uomo, sposato, soffrisse da tempo di depressione,
dovuta pare anche mancanza di un lavoro stabile. Nella notte si è
allontanato da casa ed ha maturato la decisione di farla finita.Cordoglio alla famiglia per la morte del disoccupato che si è tolto
la vita impiccandosi stamani del lungomare di Ospedaletti è stato
espresso dalla Regione Liguria. «Non possiamo più tollerare che il
lavoro sia all’origine di decessi e suicidi, non possiamo più tollerare
che episodi di cronaca che lo vedono causa scatenante di incidenti o di
gesti estremi siano all’ordine del giorno», ha affermato l’assessore al
Lavoro Enrico Vesco.
[NDR Oltre i 40]: Caro assessore, ma allora perchè non fate rispettare le leggi?
Perchè non combattete la discriminazione per età?
Con
le "belle" parole non si risolvono i problemi. Con il mostrarsi
"attenti" solo quando si è sotto elezioni, le famiglie di chi non ce
l'ha fatta non risolvono i loro problemi!
A leggere il suo messaggio viene solo in mente una parola: VERGOGNA!
Stamani è morto anche il ragazzo, il giovane di 20 anni che nel tantativo di soccorrere i compagni di lavoro era rimasto coinvolto nella tragedia di Molfetta. Noi ci chiediamo quanto possa valere la vita di 5 persone. Quanto può valere il dramma delle famiglie. Com'è possibile che in un paese tanto avanzato come l'Italia si ripetano in continuazione queste tragedie sul lavoro. Esistono le leggi sulla sicurezza, ma, come per il nostro caso, nessuno le rispetta.
Di chi è la colpa? Forse degli imprenditori che per resistere alla concorrenza cercano di risparmiare dove possono? Certamente le loro colpe le hanno, perchè sulla sicurezza, sulla vita della gente, non si può "risparmiare". Ma la vera unica colpa di tutto questo è in chi dovrebbe far rispettare le leggi E NON LO FA!
Se gli organi di controllo incaricati al far rispettare la famosa 626 facessero più verifiche a sorpresa (ma non preventivamente "telefonate" come troppo spesso capita).
Se la magistratura di fronte ai casi di inosservanza (e non solo quando "ci scappa il morto") prescrivesse pene severe ai trasgressori, forse il mondo del lavoro sarebbe più sicuro.
Forse oggi non saremmo qui a piangere 5 persone morte mentre lavavano una cisterna, solo perché nessuno gli ha imposto di utilizzare delle maschere a gas del valore di pochi euro! (immagine tratta dal sito repubblica.it)
Quando si parla di insensibilità e di indifferenza ci si sente spesso trattare da paranoici. In rete abbiamo "scovato" questo filmato dove un uomo tenta il suicidio da una torre, e le ragazze che lo filmano non lo aiutano, ma sperano di riprendere bene la caduta...