A pensarla così è Armando Rinaldi, combattivo ex manager espulso dall'azienda in cui lavorava prima di aver maturato l'età per avere la pensione, e che da anni anima l'associazione Atdal Over40, portavoce di tutti coloro che si trovano nella stessa situazione che lui ha sperimentato. Ma ci sono davvero interventi più urgenti di altri, ammorizzatori sociali contro pensioni? Mentre il paradosso tra l'esodo forzato (e senza facile ritorno) dal mercato del lavoro di molte donne 40-50enni e la pensione ritardata effettivamente esiste...A proposito di Over50, le novità proposte dal contratto dei dirigenti online oggi su Job24.it
di Armando Rinaldi- vicepresidente Associazione Atdal- Over40. Ammortizzatori sociali o pensioni: ci risiamo ! Da un po' di tempo seguiamo gli interventi di tanti esperti in economia e di politici che sollevano la necessità urgente di una riforma dei sistemi di tutela sociale ed in particolare di quegli strumenti che vanno sotto il nome di ammortizzatori sociali. Ad un coro che fino a qualche anno fa annoverava ben poche voci si sono andati man mano aggiungendo i tanti predicatori che fino a ieri, cioè fino a quando vi erano forse ancora delle risorse disponibili da destinare a questa riforma, se ne sono sempre disinteressati preferendo sostenere la forsennata campagna che ha prodotto una miriade di interventi sul fronte delle pensioni. Ci stupiva francamente non sentire ritirare in ballo l'esigenza di un nuovo intervento peggiorativo proprio sulle pensioni ed ecco che puntualmente ci ha pensato il ministro Brunetta che dall'alto (si fa per dire) del suo ruolo ha lanciato la proposta di prolungare a 65 anni l'età per la pensione di vecchiaia anche per le donne.
Ecco quindi che si ripropone ancora una volta il copione di un film già visto negli ultimi 15 anni. Degli ammortizzatori sociali si parla, meglio sarebbe dire si chiacchiera, sulle pensioni si interviene.
Prima, molto prima, di avere deciso di istituire una seria e dignitosa indennità di disoccupazione
si disquisisce a lungo su tutti i possibili ostacoli che un disoccupato dovrebbe superare per poter accedere a questo sostegno pubblico.
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di Fabrizio Buratto. Un giornalista al tavolo di un dibattito elettorale si rifiuta di porre al politico di turno le domande che questi gli passa su un foglietto di carta; da qui inizia il suo calvario all’interno del giornale per cui lavora. Ha 53 anni, è caporedattore, e il direttore lo invita a pranzo per confidargli: “Mi serve la tua professionalità”. Ed eccolo sbattuto in un sottoscala come Fantozzi, a redigere l’inserto del week end con tutte le sagre e gli appuntamenti parrocchiali.
“Volevo solo lavorare” di Luigi Furini reca in copertina una scritta che non è un sottotitolo, non è uno stralcio del libro, ma sembra un avvertimento: “Siamo tutti precari: da giovani flessibili, licenziati a cinquant’anni… e la pensione che non arriva”. La fascetta del volume tenta così di riassumerne il contenuto: “Che succede nel mondo del lavoro? I problemi concreti che la politica ha dimenticato”. A partire dalla legge sul mobbing; l’Italia è l’unico paese europeo ad esserne privo e, davanti a denunce di mobbing, si procede per il reato di maltrattamenti. Il protagonista della vicenda cita un titolo del Sole24Ore che l’ha colpito: “I cinquantenni a caccia di posti. – Troppo giovani per la pensione, troppo vecchi per le imprese”.
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di Alessandra Servidori. Interessante e inquietante il post di Arcari su "Uomini e robot". E' necessario infatti in questo" mondo di matti" la valorizzazione dei lavoratori maturi (over 50) per una questione di sviluppo del nostro mercato del lavoro e di onore rispetto agli obiettivi di Lisbona 2010 :infatti ci siamo impegnati a garantire il 50% dell'occupazione dei lavoratori "grandi over 50 fino a 65 anni" e ora ,dati istat 2007 siamo al misero 32%. Una recente indagine ISFOL Plus 2007 ha rivelato che il grado di
soddisfazione degli over 50 rispetto alla propria vita lavorativa risulta sistematicamente inferiore a quello espresso dai lavoratori più giovani. E' così urgente anche per valorizzare la loro professionalità una riforma veloce del sistema che preveda:
-sistemi previdenziali che favoriscano la flessibilità, con riferimento a età di pensionamento, forme di pensionamento parziale, modalità di cumolo dei redditi
-interventi e politiche sanitarie orientate all'active ageing
-nuovi assetti contrattuali e retributivi che favoriscano il prolungamento dell'attività lavorativa anche con modalità differenziate
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JobTalk aveva un inviato al convegno di ieri a Roma sui lavoratori ultra40enni, che l'ha seguito (anche) per noi. Leggete il diario che ci ha mandato e commentate numerosi! Grazie Stefano, ottimo lavoro, e grazie all'associazione Lavoro Over 40
di Stefano G. Ieri ho partecipato a Roma al 30 ottobre, il convegno “L’età di mezzo: i lavoratori over 40, tra diritti e discriminazioni” organizzato da Age Platform, la rete europea con sede a Bruxelles che si occupa del lavoro in età matura e da Lavoro Over 40, un’associazione nazionale che da tempo cerca di sensibilizzare istituzioni e governi al gravissimo problema della ricollocazione dei lavoratori in età matura. Il convegno era diviso in due parti: nella prima si discuteva di “Iniziative sociali a favore dei lavoratori over 40 inoccupati e famiglie”. Il presidente di Lavoro Over 40 Giuseppe Zaffarano ha tracciato un quadro esauriente del problema sottolineandone alcuni aspetti problematici. Ha sorpreso molto apprendere che il numero dei disoccupati over 40 è in continuo aumento, così come cresce il numero degli scoraggiati, di coloro cioè che fuori dai circuiti lavorativi dopo circa un anno di vani tentativi rinunciano a cercare lavoro. Desta particolare scalpore la vicenda del decreto legge 216 del 2003 che vieta nell’ambito delle assunzioni di utilizzare criteri discriminanti tra cui l’età. Questa norma viene continuamente disattesa, basta verificare annunci sui giornali, ma a disattenderla a volte è lo Stato stesso che circa un anno fa ha bandito un concorso al Senato riservato a persone fino a 40 anni!
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Riceviamo questo intervento da Giuseppe Zaffarano, che è il presidente dell' Associazione Lavoro Over 40 La difficoltà di ricollocazione dei 40-50enni è un tema che non abbiamo affrontato su JobTalk (a proposito, venerdì il blog ha compiuto un mese di vita: grazie a tutti coloro che ci seguono e alle community che si stanno linkando: siete sempre nuovi e sempre di più!). Ma è un nervo sensibile quanto e se non più del problema dell'occupazione dei giovani. Peccato poi stemperarlo nella nuova retorica del "padri contro figli". Urgono risposte nel caso degli uni come degli altri. Non è un caso se, anche questa mattina al convegno sulla professioen di comunicatore Download imprese_comunicatori_congiunto.doc che ho moderato in CamCom a Milano, siamo partiti da giovani&posto fisso e abbiamo chiuso su 50enni&posto perso...
di Giuseppe Zaffarano. Ho letto con molto interesse, ma anche con un po' di rammarico , l’articolo di Walter Passerini pubblicato da Job24 mercoledì 17 ottobre sugli over 50 esclusi dalla agenda di governo.
L’interesse è scaturito dal fatto che esistono operatori del mondo della comunicazione che da tempo ci seguono e che con noi combattono una dura battaglia per evidenziare il problema dei lavoratori over 50 (meglio dire gli over 40) espulsi dal mondo del lavoro e grandissime difficoltà a rientrare trovando ostacoli e barriere sia culturali che tecniche e legislative.
Il rammarico è dato dalla doccia fredda di aver creduto di essere riusciti a fare breccia nel mondo politico e di aver portato alla ribalta la problematica al pari del problema dei giovani. Ma non è stato così. Invece,la decisione del governo di dare solo uno spazio nominativo e non operativo al problema, ci fa capire che i nostri sforzi hanno partorito un topolino. Ancora una volta viene il sospetto di assistere a una Finanziaria che privilegia i problemi che possono produrre un ritorno di immagine e consensi politici, piuttosto che ricercare soluzioni ai veri problemi del paese.
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