comoline ha espresso la seguente opinione:
QUOTE:
Sono Beppe 50 anni, ho trovato ieri questo sito ,lo trovo bello interessante e soprattrutto fatto bene.
Grazie per l'apprezzamento e invito anche te come tutti gli altri a partecipare non solo con commenti ma anche con segnalazioni e, se ve la sentite, con veri e propri articoli così da informare al meglio chi visita questo sito.
QUOTE:
... il sottotitolo del sito "per favore non seppelliteci" non lo condivido, noi abbiamo diritti quindi niente favori noi siamo stati gli artefici degli ultimi 30 anni quindi Pretendiamo,Esigiamo.
La frase che contesti è più che altro provocatoria, ed il fatto che tu l'abbia contestata conferma l'efficacia ed il raggiungimento dell'obiettivo

. Sono d'accordo che non si deve "pregare" proprio nessuno, anche se, non lo dimentichiamo, sono veramente molto pochi quelli che sentono giusto esternare il proprio disagio invitando tutti gli interessati alla "lotta" ed al pretendere il giusto.
QUOTE:
La mia modesta proposta è:
1) Nessun extracomunitario puo entrare nel mondo del lavoro italiano senza un nulla osta dell'ufficio per l'impiego, ovvero l'ufficio per l'impiego potra rilasciare il nulla osta solo se nessun italiano è disponibile a quel lavoro.
Se l'Italia volesse risolvere i problemi dei lavoratori non si impegnerebbe soltanto in aiuti diretti ed indiretti ai soli imprenditori. Nonostante siano ormai anni ed anni che ci si vuol convincere che solo gli imprenditori sono le vittime e quindi devono essere aiutati (perchè, chissà come mai, esiste la comune convinzione che loro non sbaglino mai e conoscano il loro mestiere perchè nati "imparati" ), i "metodi" presi in esame per risolvere i problemi dell'economia e del mondo del lavoro, considerano soltanto la diminuzione del costo del lavoro, ma senza inficiare mai i guadagni degli imprenditori e pretendere miglioramenti nella qualità dei prodotti, nei metodi produttivi e negli aggiornamenti tecnologici.
Così è una pia illusione pensare che si voglia anche solo prendere in considerazione proposte come la tua, che penso sarebbe molto giusta e vantaggiosa per il nostro paese.
QUOTE:
2) Creare dei veri incentivi fiscali per le aziende in funzione dell'età del nuovo assunto.
Esistono già questi incentivi, ma nessun imprenditore li prende in considerazione, ed i motivi sono drammaticamente semplici e scontati:
- gli incentivi partono solo se l'assunzione è a tempo indeterminato (e si sa benissimo che il mercato del lavoro ormai è destinato a privilegiare la sola precarietà a tutto vantaggio della riduzione del rischio d'impresa per l'imprenditore);
- se a qualcuno gli si chiede di assumere una persona disposti praticamente a "pagare" perchè questo avvenga (ovvero gli incentivi), gli si instilla inevitabilmente il sospetto che il farlo comporti poi dover fare i conti con una forza lavoro di qualità inferiore a quella richiesta... (chi è quel pazzo che paga per poter lavorare?);
- la nuova classe dirigente è spesso e volentieri sotto i 40-50 anni, e per questo ha il timore di non essere in grado di trattare e gestire personale di età maggiore (e inevitabile maggiore esperienza).
QUOTE:
3) Eliminare qualsiasi incentivo al lavoro dei giovani, chi è giovane è gia forte di suo,gli incentivi per i giovani mi hanno sempre fatto ridere, noi possiamo dare buona preparazione non incentivi.
In questo caso gli incentivi penso abbiano un senso, in quanto, a differenza di un "over", ad un giovane il lavoro gli deve essere insegnato anche se laureato, e quindi, prima che diventi operativo, occorre impiegare tempo e risorse, e questo per l'imprenditore ha sempre e comunque un costo.
QUOTE:
4) Per chi ha dimostrato di impegnarsi a cercare un lavoro ad ha superato i 45 predisporre un minimo di sussidio (che non diventi pero un alibi per non lavorare).
Credo che il mercato del lavoro debba restare libero non dobbiamo ingessarlo con troppe regole, però lo dobbiamo orientare.
Sono d'accordo che l'accertamento di un disagio sociale (indipendente dalla causa) debba vedere un aiuto da parte delle istituzioni, sopratutto quando si considera che comunque, chiunque viva nel nostro paese, è costretto a pagare sempre delle tasse dirette ed indirette anche per il solo vivere (a meno che non si metta a vivere sotto i ponti e a rubare quel che vuole mangiare). Diverso è se lo si considera necessario per risolvere il nostro problema che è invece semplicemente culturale, e per questo occorrono ben altri mezzi affinché sia risolto una volta per tutte. Quindi, che ben vengano aiuti a chi si vede negati i diritti sanciti dalla Costituzione, ma a patto che si inizi a combattere e risolvere la discriminazione.