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ALLARME OCCUPAZIONE PDF Stampa E-mail
sabato 31 maggio 2008
logo_la7.jpgDa il sito di La7 il sunto di un servizio di PortaMonete Scritto da CLAUDIO PAVONI
«In cinque regioni italiane è allarme occupazione: dal Friuli Venezia Giulia alle marche è infatti diventata un’impresa improba trovare un idraulico o un falegname. Ma anche un addetto alla robotica o un meccanico. L’artigianato offre il posto fisso, ma i giovani gli voltano le spalle. Perché? La risposta non può che essere una: oggi i giovani ritengono che nella scala sociale il loro ruolo abbia più valore da disoccupati di scienza delle comunicazioni piuttosto che da piccoli imprenditori del settore idraulico. Chi analizza i comportamenti della società conferma questa interpretazioni denunciando un sommersa discriminazione nei confronti di quei lavori che una volta venivano definiti umili. Discriminazione negata a parola, dicono, ma reale nei fatti.» Dagli interventi fatti dagli utenti del blog della trasmissine vale la pena di segnalare questo (segue):

«Gentile sig. Pavone, ho letto i commenti precedenti al mio e mi pare che il Suo intervento non abbia sortito un garn successo, tutt'altro. Io sono dello stesso avviso. Lavoro in prorio da 30 anni (ne ho 57) e mi VANTO di essere un artigiano. Sono nel settore dell'elettronica e sono abbastanza qualificato tanto da lavorare per molti anni per Società come Enel ed Enti pubblici nel settore della ricerca (io mi occupo di progettazione). Ormai però la mia professionalità non è più richiesta perchè ogni "cosa" è stata già fatta e i nuovi progetti sono veramente pochi. Ma SOPRATTUTTO le Aziende, piccole o grandi che siano, NON hanno soldi da investire o, se li hanno, se li tengono in tasca. Le assicuro che nel settore elettronico nel mercato lombardo (io sono a Milano) NON c'è assolutamente quella ricerca di personale qualificato di cui Lei parla. C'è solo crisi, tanta crisi e poco lavoro. La sauto cordialmente.»


La prima considerazione da fare è sull'uso del termine "discriminazione" utilizzato dall'autore Pavoni per indicare lavori che nessuno vorrebbe fare. La seconda è sull'intervento dell'artigiano che smentisce clamorosamente i dati forniti dal giornalista.


Oltre alla considerazione che se tutti questi "poveri" artigiani, che non trovano mano d'opera, si decidessero a togliere il limite di età nella loro ricerca di collaboratori, forse avrebbero già risolto questo "incredibile" problema; va detto che esistono anche tanti over 40 che vorrebbero poter intraprendere attività di artigianato anche in proprio, ma lo Stato italiano prevede finanziamenti solo per i nuovi imprenditori che abbiano MENO di 35 anni. In questa realtà il dubbio è che l'imprenditore (artigiano o meno) non vuole più rischiare di investire in risorse umane (giovani o mature che siano), e continuando a piangere nella speranza che lo Stato gli risolva un "problema" che sino a qualche anno fa si chiamava semplicemente "rischio d'impresa". 

E' mai possibile che se l'Italia va male le responsabilità non sono mai degli artigiani, dei commercianti, dell'industria o delle banche?

E come mai queste categorie non hanno subito la tremenda svalutazione nel potere d'acquisto di chi lavora da dipendente (fisso o precario che sia)?

E poi si parla di statali fannulloni?? E questi allora non sono forse veri e propri "parassiti" della società?

Commenti
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Meccatronico (80.104.88.226) 01-06-2008 09:34:37

Questo racconto descrive molto bene l'Agonia in cui versa un paese in via di estinzione per mancanza di innovazioni tecnologiche. Tutto è bloccato e fermo alcune caste vivono di rendita sottraendo energie ad altre caste più debboli e meno rappresentate.
Il tutto per decreto legge!
Meccatronico
E' sempre ...
Spartacusgladiator007 (79.26.187.22) 03-06-2008 10:45:32

E' sempre la solita, triste, irritante storia: proprio quando una persona,dopo anni di pesante lavoro , ha acquisito una notevole esperienza, il mondo dell' industria, lo mette in mezzo alla strada. Poco importa, che l'ex-lavoratore, abbia una famiglia a carico: gli industriali ,non si danno certo pena, per questo. Ma dovrebbero tener conto di un fatto: che quando una situazione del genere , va sempre più ad aggravarsi, possono poi esservi dei problemi, per costoro, che si sentono tanto al ...sicuro. L'esasperazione, il non saper come mantenere la propria famiglia e via dicendo, solitamente, non portano a niente di positivo. A mio modo di vedere, l'operaio di oggi (o comunque, dipendente) è l' equivalente di quello che durante l'Impero Romano, era lo schiavo:quali diritti , aveva lo schiavo, nella società romana? Era alla mercè di chi aveva potere su di lui, (di solito, un Patrizio,ovvero privilegiato, socialmente).Poteva essere eliminato dal suo padrone e questi , non doveva neppure risponderne penalmente.(a quel che so ). Poi , nel tempo, a cominciare dalla rivoluzione industriale nell'800 e poi con le teorie marxiste , rivoluzione russa...etc, il Potere riusci' ad illudere le masse popolari , fino a fargli credere di avere dei diritti(che in effetti , abbiamo)ma che, per primo, non avrebbe MAI rispettato .La situazione degli 'over40', così come quella di altre categorie lavorative, è dovuta al concetto ' usa e getta', molto diffuso, tra gli industriali e compagnia bella. Loro preferiscono i giovani (per carità, anche loro, devono lavorare...)con meno esperienza , perché poi risparmiano. Credo che siano affetti da miopia irreversibile.
In pratica, il Potere, ha illuso e ancora illude, la popolazione italiana . Ma potremmo estendere a livello planetario, questo dato di fatto. Il che, non ci consola di certo!!!
Spartacusgladiator00
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