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Da viveresenigallia : Una festa del lavoro per riflettere sui tanti volti delle professioni, dell’impegno quotidiano ma anche un pensiero rivolto a chi un lavoro non ce l’ha. Su 3.456 disoccupati del Senigalliese, 2.351 sono donne.
Altro dato che fa riflettere: più del 40% dei senza lavoro ha superato i 40 anni. Per chi è uscito dal mondo del lavoro, magari per la nascita di un figlio, o per le ristrutturazioni aziendali ricollocarsi diventa estremamente complesso.
Eppure, sottolinea la Confartigianato di Senigallia, la valorizzazione di risorse " mature" si traduce in disponibilità diretta, continua e senza interruzioni, di personale con forte motivazione, con conoscenza e competenza specifica e consolidata. Basti pensare, in relazione alle diverse figure professionali, al funzionamento di complessi macchinari, alla conoscenza capillare del territorio, al "mestiere" acquisito negli anni.
Sono le risorse umane che contribuiscono a creare un clima aziendale positivo, che danno "un'anima" all'impresa stessa e che possono fare la differenza in termini di competitività.
I continui processi di riorganizzazione aziendale, ispirati essenzialmente da una logica di contenimento dei costi, attraverso esodi volti ad espellere i lavoratori più anziani solo perché più costosi, mortificano questi valori e determinano un progressivo impoverimento delle competenze interne.
E' opportuno, invece sottolinea Giacomo Cicconi Massi segretario della Confartigianato di Senigallia, sensibilizzare le aziende affinché trattengano queste risorse e le valorizzino, partendo dal presupposto che nell'era della globalizzazione dei mercati il vero capitale aziendale non è dato più dai tradizionali asset tangibili, finanziari, ma dalle risorse intangibili, intellettuali, strategicamente in grado di generare il cambiamento delle performance aziendali.
Accanto al sapere codificato, vi è il sapere tacito. Un sapere che non si trasmette attraverso i libri e le parole, ma si apprende attraverso la pratica e l'esperienza, imparando a fare le cose osservando chi le sa fare. Difficilmente un imprenditore artigiano, si lascia " sfuggire" un dipendente anche perché in questa tipologia di azienda viene a crearsi un rapporto quasi familiare e si lavora gomito a gomito ogni giorno.
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