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La disoccupazione è femminile e over 40 PDF Stampa E-mail
giovedì 08 maggio 2008

4840_nodisoccupazioneeprecariato_thumb.jpgDa viveresenigallia : Una festa del lavoro per riflettere sui tanti volti delle professioni, dell’impegno quotidiano ma anche un pensiero rivolto a chi un lavoro non ce l’ha. Su 3.456 disoccupati del Senigalliese, 2.351 sono donne. Altro dato che fa riflettere: più del 40% dei senza lavoro ha superato i 40 anni. Per chi è uscito dal mondo del lavoro, magari per la nascita di un figlio, o per le ristrutturazioni aziendali ricollocarsi diventa estremamente complesso. Eppure, sottolinea la Confartigianato di Senigallia, la valorizzazione di risorse " mature" si traduce in disponibilità diretta, continua e senza interruzioni, di personale con forte motivazione, con conoscenza e competenza specifica e consolidata. Basti pensare, in relazione alle diverse figure professionali, al funzionamento di complessi macchinari, alla conoscenza capillare del territorio, al "mestiere" acquisito negli anni. Sono le risorse umane che contribuiscono a creare un clima aziendale positivo, che danno "un'anima" all'impresa stessa e che possono fare la differenza in termini di competitività. I continui processi di riorganizzazione aziendale, ispirati essenzialmente da una logica di contenimento dei costi, attraverso esodi volti ad espellere i lavoratori più anziani solo perché più costosi, mortificano questi valori e determinano un progressivo impoverimento delle competenze interne. E' opportuno, invece sottolinea Giacomo Cicconi Massi segretario della Confartigianato di Senigallia, sensibilizzare le aziende affinché trattengano queste risorse e le valorizzino, partendo dal presupposto che nell'era della globalizzazione dei mercati il vero capitale aziendale non è dato più dai tradizionali asset tangibili, finanziari, ma dalle risorse intangibili, intellettuali, strategicamente in grado di generare il cambiamento delle performance aziendali. Accanto al sapere codificato, vi è il sapere tacito. Un sapere che non si trasmette attraverso i libri e le parole, ma si apprende attraverso la pratica e l'esperienza, imparando a fare le cose osservando chi le sa fare. Difficilmente un imprenditore artigiano, si lascia " sfuggire" un dipendente anche perché in questa tipologia di azienda viene a crearsi un rapporto quasi familiare e si lavora gomito a gomito ogni giorno.

Commenti
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blusky.50 (151.41.160.217) 09-05-2008 15:22:36

Quanto mi "stringe il quore" leggere le considerazioni scaturite in quest'articolo !
Ma sempre più mi giungono come "parole", parole alle quali nessuno da seguito.
Non c'è necessità di affermarlo, nelle/gli "Oltre i 40" c'è "il sapere tacito. Un sapere che non si trasmette attraverso i libri e le parole, ma si apprende attraverso la pratica e l'esperienza, imparando a fare le cose osservando chi le sa fare".
Ma la maggioranza degli imprenditori rimasti nel nostro Paese, come illustrava il prof. Gallino in una conferenza a Torino alcune settimane fa, hanno scelto (con la connivenza di certo potere politico) di camminare sul fondo della valle dove, anche se sempre immersi nalla nebbia, si "risparmia" e si corrono meno rischi, mentre altri imprenditori occidentali (vedi i tedeschi) hanno scelto di camminare sulle creste delle montagne che cirsondano la valle perchè, se pur più faticoso, si ha la possibilità di vedere il mondo e di cogliere migliori opportunità per crescere ed affermarsi.

Quando nascerà una nuova classe imprenditoriale italiana come quella ?
Meccatronico (91.80.147.103) 10-05-2008 08:19:29

Quanto descritto dall'articolo, non fa che rimarcare ancora una volta (se ce ne fosse il bisogno) del fatto che se si vuole impoverire il sapere all'interno delle aziende basta allontanare le persone con molta esperienza "perchè costano troppo".. ma allora poi non lamentiamoci se facciamo poi prodotti a basso contenuto tecnologico o cosidetti poveri.
In questo campo i Cinesi ci superano di gran lunga.. e sono molto più competitivi di noi.
Le aziende Italiane stanno navigando sulle vecchie glorie dei pionieri..ma l'onda lunga è finita o si ha qualcosa da dire o si chiude.
Però non si può continuare avendo una discontinuità dal passato, altrimenti si è destinato a ricominciare da capo.
Meccatronico
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