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Nella speranza del "nostro" voto utile! |
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domenica 06 aprile 2008 |
Il 12 marzo è la data dell'ultimo suicidio da disoccupazione a noi noto (vedi qui), da allora non abbiamo notizia di altri casi simili, e neppure di tentati suicidi per il medesimo motivo.
Che cosa sarà mai cambiato?
Una spiegazione plausibile a questo positivo fenomeno la possiamo individuare nella speranza che le imminenti consultazioni elettorali stanno dando a chi si trova in una situazione di disperazione ed emarginazione sociale. E se così è, abbiamo davanti ancora circa 15 giorni prima che il fenomeno possa ripresentarsi in tutta la sua drammaticità...
Ma quali possono essere quindi le aspettative di chi è disperato?
Cosa ci si aspetta da queste elezioni, con tutti i suoi problemi, con la solita eccessiva frammentazione politica ed i suoi consueti estremismi?
Per chi conosce e vive il nostro dramma di esclusi dal lavoro per raggiunti limiti di età, è consolidata la consapevolezza che la nostra "piaga" sia figlia della precarietà, e di come, a differenza di un giovane (troppo spesso forzatamente "bamboccione"), noi non si possa più contare su genitori o familiari che si prendano carico del nostro problema.
Così come è noto che, ad aggiungersi al fenomeno della precarietà, l'esclusione degli over 40 sia entrata a far parte dei metodi preferiti dal datore di lavoro al fine di ridurre le spese di gestione e produzione della propria azienda. Allora cosa si aspetta chi è ormai disperato da queste elezioni?
Di fatto nessun partito, nessun politico, in questa campagna elettorale, si è preso carico del nostro dramma.
Noi di Oltre i 40 abbiamo tentato di sensibilizzarli al problema, nella
speranza che qualcuno lo citasse come obiettivo da affrontare nella
prossima legislatura, e per tutte le richieste di attenzione inviate,
ci sono arrivate solo alcune risposte del tipo: «faremo tutto il
possibile per affrontare il problema», sino anche chi ci ha chiesto «Ma
chi c'è veramente dietro a Oltre i 40... Quanti sono gli iscritti?»
dimostrando soltanto un interesse al potere e non ai problemi della
gente. Non staremo qui a fare l'elenco di chi non ha risposto, e
neppure di chi ha lo ha fatto in modo così offensivo e superficiale.
Noi non vogliamo schierarci con nessuno perché il nostro problema non
conosce ideologie o schieramenti politici particolari, perché il nostro
problema può interessare chiunque, qualsiasi sia la convinzione
politica e religiosa.
Certo è difficile pensare di avere una speranza da chi, in questi
giorni, ci ha totalmente ignorati, così come da chi ha addirittura
dichiarato che la precarietà sia solo un finto problema.
Da questo discorso, che potrebbe forse sembrare un voler fare
"propaganda elettorale", noi vogliamo invece portare l'attenzione su di
un fatto importante:
il peggior aspetto della nostra
condizione è la perdita di speranza nel futuro, e basta anche sono una
piccola, labile speranza per poter avere ancora un poco di forza, tanto
da continuare ad affrontare il problema anche se in piena solitudine!
Per questo l'attesa dell'esito delle prossime elezioni ha fermato i suicidi dei disoccupati in età matura.
E questo fenomeno positivo, è per noi un'ulteriore conferma della bontà
della nostra azione di "controllo e polizia" nei confronti di chi
pubblica annunci di offerta di lavoro discriminanti. Perché il ridare
la possibilità a chi è disoccupato, di poter concorrere ancora per
poter rientrare nel mondo del lavoro, è una speranza fondamentale
soprattutto per chi è ormai alla disperazione.
Ed è così che noi speriamo di salvare ancora qualche vita...
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