Ferrara - Adige.tv - 09/06/08: «Un quadro a luci ed ombre». Così l’assessore provinciale alle
Politiche del Lavoro e Formazione professionale, Paola Ricci, ha
definito la situazione del mercato del lavoro provinciale aggiornata al
2007.
Una situazione complessiva più facile da misurare in seguito alle
disposizioni contenute nella Finanziaria per il 2007, che impone ai
datori di lavoro di comunicare assunzioni, licenziamenti e cessazioni,
anche per la pubblica amministrazione e per il lavoro parasubordinato,
con la sola esclusione del lavoro autonomo.
Fra le luci sicuramente il dato dei nuovi rapporti di lavoro che
sono stati instaurati nell’anno di riferimento. Sono infatti 5.481
complessivamente le nuove assunzioni con un saldo positivo di 2.263
unità, che fa così registrare un aumento dell’occupazione provinciale.
Un terzo di questi sono stranieri e, dal punto di vista della
tipologia degli impieghi, le assunzioni a tempo determinato fanno la
parte del leone rispetto a quelle a tempo indeterminato che, invece,
registrano una battuta d’arresto. Un dato, questo, confermato anche
dalla durata media degli impieghi che è risultata di 98 giornate.
Anche il part time si conferma come formula consolidata, con una media di 21 ore settimanali.
L’aspetto dell’età dei nuovi impieghi rivela che circa la metà di
questi riguarda una fascia giovanile, mentre negativo è il dato per gli
over 40.
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Il saldo positivo di nuovi lavori a donne straniere, suona come
una conferma di un mercato che continua ad avere necessità di una
significativa assistenza alla persona.
Interessante, poi, il dato sulle cessazioni degli impieghi a tempo
indeterminato: il 6% sono dovute a pensionamenti, il 21% a
licenziamenti per cessazione di attività e ben il 65% per dimissioni
volontarie, anche per la ricerca di lavoro autonomo.
Tra i settori maggiormente dinamici il terziario, la ristorazione, la manifattura e le costruzioni.
Non buoni i segnali per quanto riguarda le qualifiche maggiormente
richieste: dalle assistenti domiciliari, alle professioni di base per
la ristorazione, alle attività di manovalanza.. Un dato complessivo che
rivela ancora il non elevato livello di professionalità e di sapere
della domanda.
Cresce dunque il lavoro in provincia, ma cresce parallelamente
anche il numero di perone in cerca di lavoro, con un tasso di
disoccupazione che si attesta attorno al 5,5%, secondo i dati
utilizzabili del 2006.
«Un mercato del lavoro con elementi positivi e negativi – ha
concluso l’assessore Ricci – ma che denota anche un aumentato dinamismo
rispetto agli anni precedenti».
Per una riflessione più approfondita bisogna attendere l’autunno,
con la consueta presentazione del rapporto statistico del mercato del
lavoro provinciale.
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