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Una grave "malattia" non riconosciuta. PDF Stampa E-mail
domenica 29 giugno 2008
L.M. – Oltre i 40: Può sembrare una delle tante notizie di estorsione e malavita, ma quell’articolo apparso l’altro giorno su “Il Tempo” testimonia invece un dramma che si consuma ogni giorno nell’indifferenza generale. Si tratta di una vera e propria “grave malattia” che può colpire indiscriminatamente dopo una certa età chi non ha grandi mezzi economici (operai, impiegati e soprattutto precari). Una vera e propria “rogna” che in Italia conta molti più casi dell’AIDS o di tante altre malattie rare, malattie che dimostrano di avere molta più attenzione da parte dell’opinione pubblica, delle istituzioni o delle organizzazioni benefiche e religiose. Ma vediamo insieme di cosa si tratta: tornando alla notizia si legge che un povero 51 enne viene salvato dai carabinieri da un tentato suicidio, messo in atto per la disperazione di non sapere come pagare degli strozzini. La prima cosa che salta subito all’occhio è l’importo del debito che il povero malcapitato deve “onorare”. Non si parla certo di decine o centinaia di migliaia di euro ma di soli 3000Euro, una cifra che, a sentire le tante pubblicità di finanziarie che ogni giorno ci bombardano attraverso i media, è particolarmente facile da ottenere anche per un pensionato. Facile, sì, ma solo se hai delle semplici garanzie, come ad esempio una pensione o un lavoro, altrimenti di prestiti non se ne parla, e se ti trovi in quelle condizioni devi solo rivolgerti alle istituzioni che però ti dicono che devi andarti a cercare un lavoro. Ma di lavoro per chi ha superato una “certa età” non se ne trova.
Devi aver accumulato almeno un anno o più di disoccupazione (ovvero senza alcun reddito) per poter avere degli aiuti. Aiuti che però non ti servono a poter pagare l’aria che respiri, ma solo per poterti aggiornare, per “riqualificarti”, cosi che (dicono loro) tu possa rientrare nel mondo del lavoro. Ed è così che ti ritrovi a dover rinunciare a questa “generosa” offerta, perché per te è più importante cercare qualcosa che ti aiuti a sopravvivere, perché non puoi certo permetterti di frequentare corsi che comunque comportano delle spese, ovvero soldi che tu non hai… E’ così che ti ritrovi a cercare qualcuno, magari un amico o l’amico dell’amico, qualcuno che sia disposto a prestarti il necessario per tirare avanti ancora qualche settimana, nella speranza di trovare ancora un lavoro con il quale poter ripagare i tuoi debiti. Un lavoro vero, che duri almeno qualche mese, e con il quale poter pagare tutta l’aria che respiri. E quando però questo non avviene le cose si fanno più serie, e così quelle brave persone che ti hanno “prestato” quei miseri 3000Euro (che dopo soli 2 mesi sono diventati 4200), ti fanno capire senza mezze parole che se non gli dai subito i loro soldi potrebbe succedere qualcosa di molto brutto ad un tuo caro. Magari a tua moglie o a tua figlia. E’ così che ti ritrovi nella condizione di non sapere più cosa fare, e l’unica strada possibile resta quella di “togliere il disturbo”, così che i tuoi aguzzini non abbiano più nessuno da ricattare, e i tuoi cari più nulla da temere… (a seguire l’articolo della notizia originale)
La notizia comparsa sul sito de "Il Tempo " il 27/06/2008 - I carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Ronciglione, coordinati dal ten. Tammelleo, hanno arrestato un calabrese di 35 anni, Roberto R., e un noto imprenditore civitonico di 72 Adolfo P., per usura e tentata estorsione in concorso. Il primo dei due è stato inoltre arrestato anche per possesso di documenti contraffatti e violazione degli obblighi di dimora. Le indagini sono scattate l'altra sera quando i militari sono intervenuti in una abitazione di Ronciglione per salvare un uomo di 51 anni, già conosciuto per i suoi problemi economici, che stava per impiccarsi poiché ridotto sul lastrico. All'interno dell'abitazione sono stati trovati alcuni foglietti manoscritti con i quali l'uomo chiedeva scusa per l'insano gesto che stava per mettere in atto e la corda, col cappio già pronto per impiccarsi.  I militari, dopo aver sventato il tentativo di suicidio, hanno convinto l'uomo a denunciare il suo dramma. Rimasto senza lavoro, era impossibilitato a saldare un debito di 3.000 euro contratto nello scorso aprile con i due uomini che dopo soli due mesi ne richiedevano 4.200. In garanzia avevano ottenuto un assegno postdatato e avevano cominciato a minacciare continuamente la loro vittima, tanto che l'uomo era giunto al punto di decidere di suicidarsi.  I carabinieri hanno convinto la vittima ad incontrare i suoi creditori, gli hanno messo una «cimice» nella cinta dei pantaloni e hanno registrato tutte le fasi dell'incontro tra la vittima e gli strozzini, scoprendo che l'immigrato calabrese minacciava di morte il debitore mentre il civitonico, forte di una precedente conoscenza, lo pressava psicologicamente per far risolvere la controversia tra i due, premendo affinché saldasse immediatamente il debito.  In precedenza l'imprenditore civitonico aveva svolto una incessante pressione psicologica sulla vittima, con decine di chiamate con le quali gli chiedeva di raggiungerlo per incontrare il 35enne e onorare il debito con persone definite «gente pericolosa».  Al termine dell'incontro, avvenuto in un locale di Ronciglione, sono intervenuti i carabinieri che hanno dichiarato in arresto i due uomini.  I carabinieri hanno poi scoperto che il pregiudicato calabrese era in possesso di una patente di guida con la foto contraffatta ed era sottoposto alla sorveglianza speciale nel comune di Mazzano Romano con obbligo di dimora. Durante le perquisizioni domiciliari sono stati rinvenuti diversi assegni postdatati nelle disponibilità di entrambi gli uomini e anche quello consegnato dalla vittima della tentata estorsione a garanzia del risarcimento della somma dovuta per l'importo di 4.200 euro. Sugli altri titoli di credito sono in atto accertamenti per stabilirne la provenienza. I militari della Compagnia di Ronciglione, comandata dal Cap. Marco Livio Nasponi, sperano che eventuali altri soggetti, vittime dei due usurai, possano uscire allo scoperto e presentarsi per denunciare situazioni analoghe. Su disposizione del pm Petroselli gli arrestati sono stati tradotti nel carcere di Viterbo.
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