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Articolo tratto dal sito LabItalia.com
Da Castellanza appello per valorizzazione over 50
“In Italia occorre dare valore al
ruolo nel mercato del lavoro dei lavoratori over 50”. Lo afferma
l’amministratore delegato di Italia Lavoro, Natale Forlani, in
occasione del convegno di presentazione della ricerca promossa da
Italia Lavoro e realizzata dall’Università Carlo Cattaneo-Liuc di
Castellanza, su ‘La valorizzazione degli over 50’. “Nel nostro Paese -
prosegue - ci sono circa 5,2 milioni di lavoratori ‘adulti’ che, per
effetto dell’allungamento dell’età pensionabile e per lo spostamento
verso l’alto dell’età della popolazione lavorativa, potrebbero arrivare
nei prossimi anni a circa 7 milioni. Sono, dunque, indispensabili in
molti settori: industria, costruzioni, agricoltura, servizi alla
persona. Per questo, dobbiamo dare valore a questi lavoratori, che
portano nei luoghi di lavoro esperienza, conoscenza, capacità di
relazione. Il lavoro infatti - avverte Forlani - non è fatto solo di
competenze tecniche”.
La ricerca svolta dalla Liuc parte proprio dal costante aumento
della quota potenziale di lavoratori maturi in conseguenza di due
principali fenomeni: la caduta del tasso di fertilità e l’incremento
dell’aspettativa di vita. Questo va di pari passo a tensioni e
squilibri generati dai forti flussi migratori, provenienti dai paesi
meno sviluppati. Tutto questo sconvolge molti aspetti della vita
sociale, ma soprattutto incrina la sostenibilità dei sistemi del
welfare e della previdenza in particolare, dato che il numero delle
persone nelle classi di età oltre i 60 anni si avvia a superare quello
delle fasce di età più giovani, sotto i 25 anni.
IRANO, CON ‘PARI’ REINSERITI 1.900 OVER 50
“Dalla ricerca - dice Gianfranco Rebora della Liuc - emerge la
necessità di riequilibrare, per favorire il reinserimento lavorativo
degli over 50, politiche pubbliche e politiche di ‘age management’
nell’organizzazione aziendale, con la messa a punto di strumenti ad hoc
perchè le competenze personali acquisite nel corso della vita
professionale vengano fuori in modo utile all’impresa. Quindi, sistemi
previdenziali flessibili dal punto di vista dell’età, ma anche della
possibilità di cumulo dei redditi; nuovi assetti contrattuali, con
previsioni ad hoc e incentivi; norme legislative antidiscriminatorie
che si tramutino subito in provvedimenti concreti”. “In Italia, 4
lavoratori su 10 fra quelli espulsi dal processo produttivo e quelli in
cassa integrazione sono over 50”, spiega Angelo Irano, responsabile del
programma ‘Pari’ di Italia Lavoro.
“Questo ci dice - prosegue - che la valorizzazione del lavoratore
adulto va fatta in maniera preventiva alla determinazione della crisi
aziendale”. Per Irano, quello che è importante “è intervenire subito,
nel momento in cui il lavoratore entra in cassa integrazione”, perché,
“una volta espulsi dal processo produttivo, si rischia di rimanere
intrappolati nella disoccupazione di lunga durata”.
Irano cita gli incoraggianti risultati della sperimentazione
condotta con ‘Pari’: “Rispetto a 6.000 disoccupati over 50 presi in
carico dal programma, ne sono stati reinseriti al lavoro 1.900 nelle
diverse regioni, con una percentuale di successo di circa il 20%, che è
altissima per questo tipo di operazioni”.
“Bisogna capire - conclude Natale Forlani - che l’incremento
dell’occupazione nei prossimi 15-20 anni dipenderà in maniera
fondamentale dall’incremento della partecipazione al lavoro degli over
50, soprattutto donne. Per questo, anche sulla base di esperienze
internazionali, è indispensabile che per questi lavoratori vengano
attuate politiche di protezione mirate, attraverso un ‘sistema di
convenienza’ basato su una dote formativa, incentivi al reimpiego,
sostegni al reddito e servizi al lavoro personalizzati”.
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