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Ieri un visitatore ci ha inviato una sua idea di come, secondo lui, si dovrebbe risolvere il problema della disoccupazione delgi over 40, e abbiamo deciso di condividerla con tutti i lettori così da permettrne una valutazione e discussione più ampia:
Carissima redazione,
Ho letto le vs. proposte di legge riguardo al problema. Per me la soluzione ideale, per tutti quelli che superati i 40 anni non hanno un lavoro, è quella di creare lavori di "pubblica utilità" finanziati dallo Stato! Con progetti creati e presentati dai Comuni! Progetti validi! con vere opportunità di lavoro, di lavoro vero! Che svariano: dall'ambiente alla sanità, al volontariato! Questa è l'unica strada da perseguire.... poi non esiste altro! Nel privato di aziende che assumono persone oltre i 32 anni non esistono!!! Parlo per esperienza personale, da sottolineare però che vivo in una città come Napoli!
Facciamoci sentire! Cordiali Saluti.
Gentile Giulio,
la tua soluzione al problema della disoccupazione
degli over 40 è certamente da considerare. In particolare quando, come
purtroppo accade spesso di questi tempi, i disoccupati hanno maturato
un'esperienza in un mestiere ormai tramontato. A maggior ragione poi
quando, a causa dell'arrivo sempre più massiccio di manodopera a basso
costo (vedi extra comunitari e neo comunitari provenienti dai paesi
dell'est recentemente entrati nella Comunità Europea), l’over 40 è
escluso per meri motivi di costi (e questa è la situazione nella quale
deve provvedere lo Stato e la tua proposta avrebbe maggior ragione di
essere presa in considerazione).
Diverso però è per quei casi dove l'esperienza e
le capacità del soggetto sono ancora attuali, e in molti casi
addirittura più convenienti di quelle offerte da molti giovani neo
diplomati e neo laureati. Non dobbiamo mai scordare che l'esperienza è
quella cosa che ha permesso (e permette) all'umanità di
progredire, e l'esperienza più preziosa non la si ottiene sui banchi di
scuola o nei corsi di aggiornamento...
Vedi, molto spesso capita che siano disponibili posti di lavoro che
sono più adatti ad un giovane, ma che al giovane non piacciono. Questo
accade quando il lavoro offerto, nonostante garantisca guadagni anche
elevati, richiede particolari sacrifici, come la disponibilità a lunghi
viaggi all'estero, o il lavorare in orari che limitano il tempo libero
(la notte, nei fine settimana e nelle festività...), e queste cose (i
sacrifici in cambio di denaro e successo) molti giovano non le
accettano.
Con questo non voglio dire che i giovani d’oggi sono tutti dei
lavativi, ma che gli mancano gli stimoli a costruirsi qualcosa, perché
la gente è delusa ed impaurita dalla precarietà e dall’insicurezza.
Così il giovane (a ragione) vive alla giornata, guardando più alla
discoteca, alla macchina veloce o al viaggio esotico, più che alla casa
e ad una famiglia futura: tutte cose che oggi giorno sono sempre più
difficili da realizzare.
Come vedi questo però è un problema sociale enorme, e solo il mondo
della politica e le lobby del potere, nel tempo, possono far cambiare!
In questa situazione però un grosso problema è che per l'over 40 certi
mestieri sono spesso impraticabili, e questo non per scarsa volontà, ma
perchè l'avanzare degli anni porta il fisico dell'essere umano ad avere
limiti sempre più importanti, e quindi limitativi per quei mestieri che
richiedono una particolare forza fisica che solo un giovane può avere
(e questo prima o poi capita a tutti, nessuno escluso!).
Come puoi ben capire, esiste quindi un problema legato anche alle
aspettative di chi cerca ed offre lavoro, ed in questa situazione di
fatto non c'è nessuno che ci guadagni veramente.
Il giovane si ritrova a fare spesso lavori noiosi e che non prevedono
avanzamenti di carriera (ma che sarebbe ideali per la persona matura),
all'over 40 vengono offerti lavori che troppo spesso sono al di sopra
delle proprie capacità fisiche, e che non tengono conto dell'esperienza
maturata (ignorando così anche un giustificato, minimo di orgoglio
rispetto ai tanti anni di lavoro già vissuti); e l'imprenditore si
ritrova a cambiare sempre più spesso giovani insoddisfatti e senza
esperienza, che di fatto gli aumentano solo i costi (il turnover porta
inconvenienti seri come: errori di inesperienza, necessità di periodi
di aggiornamento, conseguenti periodi di improduttività, ecc.).
In conclusione la tua idea è certamente interessante ed efficace, ma
non risolutiva, così come per la nostra “soluzione” che prevede solo
l’eliminazione della discriminazione per età (un inizio).
Il problema che stiamo cercando di combattere è molto più ambio e deve
essere affrontato su diversi fronti, e anche la tua proposta può
entrare a far parte del “pacchetto” necessario a trovare una soluzione
complessiva.
(ps: Giulio, avremmo voluto rispondere anche in privato ma l'indirizzo e-mail indicato era errato)
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